In questi giorni ho lavorato ad un appello e relativa lettera di accompagno, alla raccolta delle firme e all’invio a Capo Guida e Capo Scout nonché alla Presidente ed al Presidente AGESCI.

Si tratta di una delle tante riflessioni nate in una chat Scout sempre ed alla quale ho deciso di dedicare una nuova rubrica di questo blog.

A seguire il testo della lettera.

Cara Capo Guida, Caro Capo Scout

e p.c. Cara Presidente, Caro Presidente

Oggetto: Presentazione dell’Appello per una presa di posizione dell’AGESCI sui valori educativi e dell’inclusione – Raccolta adesioni e coinvolgimento di già capi

con la presente vi trasmettiamo il documento-appello volto a sollecitare una riflessione e una presa di posizione pubblica da parte dell’AGESCI di fronte alle recenti direttive ed orientamenti in materia scolastica ed educativa.

Desideriamo anzitutto esprimere vivo apprezzamento per gli auguri rivolti dall’AGESCI all’inizio di questo anno scolastico. Abbiamo condiviso con forza il richiamo a una scuola come «spazio aperto a tutti, capace di costruire legami, educare alla fraternità» e il prezioso riferimento sia alle parole del cardinale Matteo Zuppi sull’attenzione sincera all’altro, sia all’insegnamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla scuola come «leva più efficace di integrazione» sancita dall’articolo 34 della Costituzione.

È proprio nello spirito di queste affermazioni che si inserisce la nostra iniziativa: desideriamo offrire un sostegno fermo a questa visione e chiedere che l’Associazione continui a far sentire la propria voce a difesa di tali principi fondanti.

Desideriamo inoltre accompagnare la consegna di questo testo con una sottolineatura importante riguardo alla platea di coloro che hanno firmato. Tra le persone che hanno scelto di sottoscrivere l’appello vi sono infatti capi attualmente in servizio ma anche capi che non ricoprono più ruoli attivi nell’associazione.

Ci siamo rivolti intenzionalmente a persone che non sono più attive in AGESCI trovando un’adesione sentita e partecipe. Sebbene non più in servizio, loro continuano a ritenere l’AGESCI la propria “casa” spirituale ed educativa. Non potrebbe essere altrimenti: il grande obiettivo dello scautismo è da sempre quello di formare cittadine e cittadini liberi, responsabili, capaci di pensiero critico e “intelligenti”, nel senso più profondo del termine.

La presenza attenta e la risposta partecipe di chi ha vissuto l’esperienza scout nel passato rappresenta, a nostro avviso, la vera cartina di tornasole del raggiungimento di questo scopo. Dimostra che l’impronta educativa ricevuta e donata non si esaurisce con la fine del servizio attivo, ma continua a guidare lo sguardo e l’impegno civile di ciascuno nella società, fedeli al principio “scout una volta, scout per sempre”.

Auspichiamo che questo appello possa offrire uno spunto di confronto fecondo per la nostra associazione, affinché continui a rappresentare un faro di speranza, accoglienza e giustizia per le giovani generazioni.

Con stima e fraternità scout,

Paola Petrucci ed Enrico Brutti

promotori e primi firmatari dell’appello

Ed ecco il testo l’appello:

al Capo Scout e alla Capo Guida

e p.c. alla Presidente e al Presidente

Oggetto: Appello per una presa di posizione dell’AGESCI a difesa dei valori educativi e dell’inclusione

Noi, educatori, capi e soci dell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani – attuali e passati, uniti dal motto “scout una volta, scout per sempre” – ci rivolgiamo a voi con profonda preoccupazione per il clima politico e culturale che sta attraversando il nostro Paese, in particolare per quanto riguarda le recenti dichiarazioni e le scelte del Governo in materia di scuola e di educazione.

Il contesto: un modello educativo in contrapposizione ai valori scout

Negli ultimi mesi, il Governo ha annunciato e avviato misure che appaiono in netta contrapposizione con i principi fondanti dello scautismo e con il Patto Associativo dell’AGESCI. Tra queste:

  • Il tetto del 30% agli studenti stranieri per classe, presentato come misura per evitare “classi ghetto”, ma che rischia di istituzionalizzare la segregazione e di trasformare la scuola da luogo di integrazione a spazio di esclusione.
  • L’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di alunni stranieri con problemi di inserimento, una misura che, seppur apparentemente ragionevole, sembra più uno strumento punitivo che educativo, e che ignora le complessità delle famiglie migranti.
  • Il divieto di burqa e niqab a scuola, giustificato con la tutela della parità di genere, ma che rischia di alimentare stigmatizzazione e di escludere ulteriormente le ragazze e le donne musulmane dalla vita scolastica.
  • La retorica del “merito” e della “verità” contro il “buonismo”, che il Governo presenta come una correzione necessaria di decenni di educazione “sbagliata”, ma che di fatto svalorizza l’empatia, l’accoglienza e la cura dell’altro – valori centrali nella proposta scout.

Queste scelte, insieme a una narrazione politica che contrappone “italiani” e “stranieri”, che identifica la diversità come un problema e che propone un modello di scuola selettivo ed escludente, rappresentano una sfida diretta alla visione educativa che l’AGESCI ha sempre difeso e promosso.

L’AGESCI come agenzia educativa: documenti e valori di riferimento

L’AGESCI, in quanto agenzia educativa, ha sempre avuto il compito di formare cittadine e cittadini responsabili, critici e solidali, capaci di leggere la realtà con gli occhi della fede e dello scautismo. I documenti associativi lo confermano:

  • Il Patto Associativo e il documento “La sfida di educare, oggi” ribadiscono che l’educazione scout è un atto di amore verso l’altro, che accoglie la diversità come ricchezza e che promuove la giustizia e la pace.
  • Le Strategie Nazionali di Intervento 2021-2025 (“Cambiamo il mondo con l’educazione”) indicano come priorità la costruzione di un mondo più giusto, l’impegno per la sostenibilità e la promozione di comunità aperte e inclusive.
  • Il documento “Artigiani di Pace” (Consiglio Generale 2022) ribadisce l’impegno dell’associazione per un mondo più giusto per tutti, in cui la pace si costruisce attraverso l’educazione e la partecipazione.
  • Il recente documento su “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo” (2026) ha chiarito che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non possono essere criterio di esclusione per i capi, confermando la linea di accoglienza e inclusione dell’associazione.

Questi testi non sono solo dichiarazioni di principio: sono la bussola che guida l’azione educativa di migliaia di capi e soci in tutta Italia. Oggi, quella bussola indica una direzione opposta a quella che il Governo sta imprimendo al Paese.

La nostra richiesta: una presa di posizione chiara e coraggiosa

Chiediamo all’AGESCI di prendere posizione pubblicamente su queste questioni, con un documento o una dichiarazione ufficiale che:

  1. Ribadisca i valori di accoglienza, inclusione e giustizia sociale che l’associazione ha sempre difeso, in coerenza con il Vangelo e con il metodo scout.
  2. Esprima preoccupazione per le misure che rischiano di escludere e segregare, in particolare il tetto agli studenti stranieri e il divieto di burqa e niqab, che appaiono più come strumenti di divisione che di educazione.
  3. Affermi il ruolo della scuola come luogo di incontro e di crescita comune, in contrapposizione a una visione selettiva ed escludente come, tra l’altro, affermato di recente dal Presidente Mattarella.
  4. Inviti i capi, i gruppi e le comunità a riflettere su questi temi, per aiutare le ragazze e i ragazzi a leggere la realtà con spirito critico e a impegnarsi per un mondo più giusto.

Scout una volta, scout per sempre: il nostro impegno

Noi, soci e capi dell’AGESCI, siamo pronti a mettere la nostra esperienza e la nostra passione al servizio di questa battaglia educativa. Crediamo che lo scautismo non possa restare in silenzio di fronte a scelte che minano i fondamenti stessi della convivenza civile e della dignità umana.

Come scriveva Baden-Powell, “il vero modo di ottenere la felicità è rendere felici gli altri”. E non c’è felicità possibile in una società che esclude, che divide, che ha paura dell’altro.

Confidiamo nella vostra sensibilità e nel vostro coraggio per dare voce a chi, oggi, ha bisogno di un’agenzia educativa che sappia essere faro di speranza e di giustizia.

Con stima e fiducia,

Gli educatori, i capi e i soci dell’AGESCI – attuali e passati
“Scout una volta, scout per sempre”

(seguono 100 firme)