Le idee sono colorate è quanto mi viene da sostenere appena dopo l’insediamento del Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto – città in cui ho scelto di vivere – dopo che il neo Sindaco ha affermato il contrario.

Quello della neutralità è un mito perché la politica non può essere asettica e la pretesa di decisioni puramente tecniche è un’illusione. 

Rivendicare una visione del mondo è un atto di onestà verso la cittadinanza perché in un dibattito democratico nessuna prassi può essere considerata un obbligo indiscutibile.

Troppo spesso risuona un ritornello rassicurante quanto ingannevole ossia l’idea che le decisioni migliori siano quelle “neutre”, prive di bandiere, guidate esclusivamente da una presunta oggettività tecnica. 

L’amministrazione del bene comune non è un’equazione matematica con una sola risposta corretta e le visioni ideologiche non possono essere considerate soltanto un ostacolo al pragmatismo.

L’errore è concettuale, le idee hanno sempre un colore e negarlo non significa essere concreti, ma nascondere la realtà.

Dire che le idee hanno un colore significa fare un’operazione di onestà intellettuale.

Dietro ogni azione di governo, ogni delibera, ogni stanziamento di bilancio e ogni riforma non c’è mai una scelta puramente tecnica, ma una precisa scelta di campo.

Scegliere come distribuire i fondi pubblici è una scelta di colore, decidere quali tutele garantire e a quali soggetti dare priorità è una scelta di colore, immaginare lo sviluppo di una comunità non è un calcolo algoritmico, ma una visione valoriale, rivendicare l’appartenenza a una visione del mondo non significa alimentare lo scontro sterile, ma assumersi la responsabilità delle proprie posizioni davanti agli elettori. 

La neutralità in politica non esiste, chi si professa “neutrale” sta semplicemente applicando un colore senza dichiararlo.

La politica che mi piace è colorata, ha tutti i colori dell’arcobaleno, ha i colori della bandiera della PACE che Fabrizio Leone ha portato in Consiglio Comunale questa mattina e che ritengo sia un punto imprescindibile di partenza.

Grazie Fabrizio per aver portato la bandiera della pace oggi (e per la citazione filosofica a conclusione del tuo intervento), grazie per aver ricordato qual è il punto da cui bisogna partire.